Antiche Leggende Natalizie
Si racconta che ogni Natale gli animali riacquistavano il potere di parlare. Chiunque si fosse avventurato nelle stalle avrebbe sentito i sospiri profondi delle mucche e, nell'ovile i mormorii delle pecore, mentre negli alveari le api innalzare al cielo dei canti in cui annunciavano che le nubi di metà inverno erano scomparse. La vigilia di Natale, si diceva che gli alberi delle foreste,malgrado i loro rami fossero neri e spogli, si caricavano di fiori, frutti e foglie. Di tutti gli alberi e le piante, forse il melo era però quello più carico di significati magici, in quanto racchiudeva in sé la potenza della natura. Era l'albero delle Fate e del paradiso, un talismano per accedere all'aldilà. I suoi frutti sopravvivevano a tutti gli altri fin nel cuore dell'inverno e il suo succo fermentava per diventare un liquore che esaltava le menti. Sotto forma di cibo toglieva la fame, mentre trasformato in bevanda , portava la gioia tra i commensali in un periodo in cui cibo e felicità erano beni assai rari. Aveva inoltre il potere di predire il suo stesso futuro: se a Natale il sole brillava attraverso i rami spogli di un melo, l'anno seguente l'albero avrebbe dato tanti frutti.
I proprietari dei frutteti conoscevano bene i poteri dell'albero e a Natale si assicuravano che venisse risvegliato dal suo sonno. In Austria le ragazze abbracciavano i tronchi o, con meno grazia, li colpivano incitandoli a svegliarsi. In Inghilterra, i contadini celebravano i brindisi nei frutteti e onoravano un albero con libagioni di sidro. L'albero che sceglievano per la cerimonia era il più rispettato del frutteto, spesso il più vecchio e di certo il più prolifico. Era chiamato "Apple Tree Man" e da lui dipendeva il destino dell'intero melato. Era noto che l'Apple Tree Man avesse una propria anima e che i suoi poteri superassero di gran lunga la semplice garanzia di un raccolto abbondante.
Fonti : "Miti & Leggende"