I Fiori Incantati

I fiori hanno sempre costituito un vincolo tra il mondo degli uomini e il Regno delle Fate.
La digitale deriva il suo nome inglese (foxglove) da "Guanto del Piccolo Popolo" perchè le Fate usano i fiori a volte come guanti a volte come cappello. Il termine forse non è del tutto sbagliato, se si considera che le digitali contengono digitalina, uno stimolante cardiaco che può essere l'origine della cupa e selvaggia eccitazione portata dai folletti.
Le primule sono i fiori fatati per eccellenza: danno infatti il dono dell' invisibilità e permettono di vedere le Fate a chi ne mangia i petali. Raccogliere un mazzolino di primule e toccare una roccia fatata può permettere l'ingresso al Regno del Piccolo Popolo. Ma attenzione, il numero dei fiori è segreto e deve essere indovinato, altrimenti si rischia di incorrere in gravi pericoli.
Altri fiori delle Fate molto potenti sono le campanelle. Un prato dove ne fioriscono tante è da considerarsi luogo dai mille sortilegi e incanti, ed è quindi molto pericoloso per chi vi si aggira. Come protezione è sempre consigliato tenere ben stretto in mano un quadrifoglio, in grado di spezzare gli incantesimi o di annullare l'effetto.
Le Primavere Odorose hanno il potere di rivelare l'oro nascosto delle Fate, per questo in molte parti dell'Inghilterra vengono chiamate "Chiavi di Culver" ovvero chiavi per aprire la strada d'accesso ai tesori.
Un fiore magico è considerato quello della felce che, secondo le leggende, fiorisce solo per brevi istanti nelle notti del solstizio d'estate. Il fiore, dal colore rosso, è così luminoso da fare risplendere tutti i prati e i boschi intorno e il profumo è tanto dolce da sentirsi a grande distanza. Chi riuscisse a raccoglierlo otterrebbe il dono dell'invisibilità.
Che dire dei fiori che inespiegabilmente sbocciano in pieno inverno o nei periodi lontani dalla normale fioritura? Ecco svelato il mistero: i fiori sono stati sfiorati dalla veste o dalla mano di una Fata e toccandone i petali ed esprimendo con fiducia un desiderio, questo verrà magicamente esaudito.
La viola del pensiero è il "piccolo fiore d'occidente" che Oberon (Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare) usava nel suo elisir d'amore. La viola del pensiero che cresceva nell'Inghilterra elisabettiana era la piccola Viola Tricolor. Amata con la stessa intensità dagli Elfi e dai comuni mortali, aveva molti soprannomi popolari, come "Solletico della Fantasia", "Fiore del mio Gianni", "Tre volti sotto uno scudo".

Fonti : Fate" Brian Froud & Alan Lee - "Fate, Gnomi Folletti"

 

Artwork © Jean Baptiste Monge

Back

Per scrivermi Clicca » qui

HOME