Il Mugnaio, La Bimba e La Fata

Molto tempo fa, in una piccola casetta al limitare della grande pianura fiorita, viveva un vecchio mugnaio con la sua giovane figlia. Un giorno, la bella bambina, decise di andare a giocare nella pianura. Correva felice nell'erba, inseguendo le farfalle colorate, quando giunse di fronte al piccolo ruscello incantato che scorreva lento e quieto,cantando una bellissima melodia.
Incuriosita si avvicinò, quando si ricordò improvvisamente le parole di suo padre : "Non devi mai oltrepassare il piccolo fiume della grande pianura dei mille fiori, altrimenti entrerai nella terra delle Fate e non troverai più la strada di casa. Sarai prigioniera del Popolo Incantato e non potrai più riabbracciare il tuo vecchio padre".
Nonostante fosse impaurita, la bimba si sporse sulla riva per raccogliere una grande margherita bianca,quando vide tra i sassi, dei piccoli fiorellini rosa scuro, simili a tante campanelle.
Senza pensarci due volte li raccolse e corse verso casa.
Prima di cena la bimba rinchiuse i fiorellini nel libro delle favole e lo posò accanto al suo letto. La sera tardi, quando il padre andò dalla figlia per augurarle la buonanotte, si accorse che era sparita! Per lo spavento urtò il comodino e il libro cadde, lasciando scivolare fuori i fiorellini rosa a campanella.
Il mugnaio capì all'istante : la bimba aveva raccolto i fiori di digitale, conosciuti anche come guanti e berretti delle Fate, ed era stata punita.
Una Fata dei fiori aveva infatto rapito la bimba per vendicarsi della perdita subita. Il vecchio mugnaio corse verso la collina delle Fate e vide che il fiume era ghiacciato : la sua giovane figlia era imprigionata sotto le acque.
Senza pensarci gettò i fiorellini di digitale sul ghiaccio che si spezzò in mille cristalli che ricaddero a terra trasformati in tantissime rose rosse. Il mugnaio potè così riabbracciare la figlia disobbediente : egli non dimenticò mai di ringraziare le Fate regalando loro ogni giorno una pagnotta calda.

Fonti : "Fate,Gnomi,Folletti del Bosco Fatato"

Artwork © Jean Baptiste Monge

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