Oltre l'Autunno i poeti cantano
Alcuni prosaici giorni
Un poco al di qua della neve
E al di là della Foschia -

Alcuni taglienti mattini -
Alcune Ascetiche sere -
Finita - la "Verga Dorata" di Bryant -
E i "covoni" di Thomson.

Silente, è il tramestio nel Torrente -
Sigillate sono le valve fragranti -
Mesmeriche dita sfiorano
Gli occhi di molti Elfi -

Forse uno scoiattolo rimane
A condividere i miei sentimenti -
Concedimi, Oh Signore, una mente solare -
Per sopportare il tuo ventoso volere!


***

Bello è, nascosti, sentirsi cercare!
Più bello essere trovati,
se è questo che vogliamo e della volpe
è degno il cane.

Bene sapere e non dire,
meglio sapere e dire,
se puoi trovare quell'orecchio raro
che ti comprenda-

***

Confusa solo per un giorno o due
imbarazzata, ma non spaventata,
camminando nel mio giardino, incontro
una ragazza del tutto inaspettata.

Fa un cenno, ed appaiono foreste,
ogni cosa comincia ad un suo invito.
In un tale paese certamente
io non sono mai stata.

***

L'Ape non è impaurita da me.
Conosco la Farfalla -
Il grazioso popolo dei Boschi
Mi riceve cordialmente -

I Ruscelli ridono più forte
Quando arrivo -
Più folli giocano le Brezze;
Perché il tuo argento mi appanna la vista,
Perché, Oh Giorno d'Estate?

***

Il Bozzolo stringe - i Colori irritano -
Sto percependo l'Aria -
Un'incerta capacità d'Ali
Svilisce l'Abito che indosso -

Una facoltà della Farfalla dev'essere -
L'Attitudine al volo
Praterie di Maestà concede
E facili Distese di Cielo -

Così devo ingannarmi al Cenno
E decifrare il Segno
E fare molti errori, se alla fine
Afferro il bandolo divino -

***

Hai un Ruscello nel tuo piccolo cuore,
Dove timidi fiori sbocciano,
E ritrosi uccelli scendono a bere,
E ombre palpitano -

E nessuno sa, così quieto fluisce,
Che un ruscello è là,
Eppure il tuo piccolo sorso di vita
Ogni giorno è bevuto là -

E allora - sorveglia il tuo piccolo ruscello a marzo,
Quando i fiumi traboccano,
E le nevi arrivano di corsa dalle colline,
E i ponti spesso spariscono -

E più tardi, ad agosto magari -
Quando i prati giacciono inariditi,
Bada, affinché questo piccolo ruscello di vita,
In qualche ardente meriggio non si prosciughi!

***

C'è un mattino agli uomini invisibile -
Le cui fanciulle su un più remoto prato
Celebrano il loro serafico maggio -
E per tutto il giorno, con balli e giochi,
E capriole che non potrei mai descrivere -
Impiegano il giorno festivo.

Qui a passo leggero, si muovono i piedi
Che non camminano più per le strade del paese -
Né presso il bosco si incontrano -
Qui sono gli uccelli che cercavano il sole
Quando la conocchia dell'anno passato oziosa pendeva
E i bordi dell'estate erano confinati.

Mai vidi una così meravigliosa scena -
Mai un tale cerchio su un tale prato -
Né così sereno insieme -
Come se le stelle in una qualche notte d'estate
Alzassero i loro calici di Crisolito -
E festeggiassero fino a giorno -

Come te ballare - come te cantare -
Popolo sul mistico prato -
Io chiedo, ogni nuovo mattino di maggio.
Aspetto le tue lontane - fantastiche campane -
Che mi annuncino in altre valli -
A una diversa aurora!

***

Fiocchi di neve.
Contai finché essi danzarono tanto
Che le loro scarpine saltarono la città -
E allora presi una matita
Per annotare i ribelli a terra -

E poi essi prosperarono così gioiosi
Che rinunciai alla boria -
E dieci delle mie dita prima così seriose
Si schierarono per una giga!

***

C'è qualcosa di più quieto del sonno
Dentro quest'intima stanza!
Porta un ramoscello sul petto -
E non dirà il suo nome.

Qualcuno la tocca, e qualcuno la bacia -
Qualcuno sfrega la sua mano oziosa -
Ha una semplice austerità
Che non comprendo!

Non piangerei se fossi in loro -
Quanta rozzezza in uno che singhiozza!
Potrebbe far fuggire la tranquilla fata
Indietro al suo bosco natio!

Mentre i vicini di buon cuore
Chiacchierano di "morte Prematura" -
Noi - inclini alla perifrasi,
Notiamo che gli Uccelli sono volati via!

***

Credo che fui incantata
Quando all'inizio oscura Ragazza -
Lessi quella Dama Straniera -
Il Buio - sembrava bellissimo -

E se fosse mezzogiorno di notte -
O solo Paradiso - a mezzogiorno -
Per pura Pazzia della Luce
Non avrei potuto dirlo -

Le Api - diventavano come Farfalle -
Le Farfalle - come Cigni -
Si accostavano - e sdegnavano l'Erba sottile -
E persino i più insignificanti Motivi

Che la Natura mormorava fra sé
Per mantenersi di Buon Umore -
Prendevo per Giganti - intenti
A un'Opera Titanica -

I Giorni - avanzavano con Ritmi Possenti -
Il più Insignificante - adornato
Come se ad Anniversario
Fosse improvvisamente promosso -

Non avrei potuto definire il cambiamento -
La Conversione della Mente
Come la Santificazione dell'Anima -
È testimoniata - non spiegata -

Era una Divina Infermità -
Il Pericolo di essere sana
Dovessi di nuovo sperimentare -
C'è un Antidoto a cui rivolgersi -

A Tomi di Solida Stregoneria -
I Maghi dormano pure -
Ma la Magia - ha un Elemento
Che come la Deità - rimane -

***

Se tu venissi in Autunno,
Scaccerei via l'Estate
Con metà sorriso, e metà disdegno,
Come la Massaia fa, con una Mosca.

Se potessi vederti fra un anno,
Avvolgerei i mesi in gomitoli -
E ne metterei ciascuno in un Cassetto diverso,
Per paura che i numeri si confondano -

Se soltanto Secoli, tardassero,
Li conterei sulla Mano,
Sottraendo, fino a far cadere le dita
Nella Terra di Van Diemen.

Se certa, quando questa vita fosse conclusa -
Che la tua e la mia, rimanessero -
La getterei da parte, come una Buccia,
E prenderei l'Eternità -

Ma, ora, incerta della lunghezza
Di ciò, che è frapposto,
Esso mi tormenta, come l'Ape Folletto -
Che non vuol palesare - la sua puntura.

***

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

***

Sento nella mia stanza
Un compagno invisibile.
La sua presenza non è confermata
Da gesto o da parola,

Né occorre fargli posto:
È miglior cortesia
L'ospitale intuizione
Della sua compagnia.

La presenza è la sola
Libertà che si prende.
Né io né lui tradiamo
Il patto di silenzio.

Annoiarmi di lui
Sarebbe strano, come
Se la monotonia
Conoscessero gli atomi del vasto
Mondo spaziale.


Non so se in altre case
Entri, se si trattenga
O no, ma per istinto
Io conosco il suo nome,
ed è "Immortalità".

***

Mi nascondo nel mio fiore
Perché portandolo sul petto -
Tu - senza saperlo, porterai anche me -
E gli angeli sanno il resto!

***

Il Bozzolo stringe - i Colori irritano -
Sto percependo l'Aria -
Un'incerta capacità d'Ali
Svilisce l'Abito che indosso -

Una facoltà della Farfalla dev'essere -
L'Attitudine al volo
Praterie di Maestà concede
E facili Distese di Cielo -

Così devo ingannarmi al Cenno
E decifrare il Segno
E fare molti errori, se alla fine
Afferro il bandolo divino -

***

Per fare un prato occorrono un trifoglio ed un'ape, -
Un trifoglio ed un'ape
E il sogno.
Il sogno può bastare
Se le api sono poche.

***

Nessun sogno è paragonabile alla realtà,
perchè la realtà è essa stessa un sogno
da cui solo una parte dell'umanità si è finora svegliata;
parte di noi è una penisola sconosciuta-

*Emily Dickinson*

 

Back

Per scrivermi Clicca » qui

HOME